Tra mito e realtà: il mistero della Sibilla Cumana

Conoscere il futuro non è cosa per tutti, solo ai più temerari è concesso sapere.

Cosa sareste disposti a fare per conoscere ciò che vi attende nelle sconosciute lande del vostro futuro?

I nostri predecessori affrontarono i terrori nascosti nell’oscurità, si avventurarono fin nel profondo nel grembo della terra per conoscere l’esito di grandi battaglie, o di ignote navigazioni per creare nuove colonie.

Di recente abbiamo avuto la possibilità di visitare per la seconda volta gli Scavi Archeologici di Cuma. È stato uno dei nostri migliori spostamenti improvvisati!

sibilla cumana_ a tourist abroad
Gli scavi archeologici di Cuma

Questi scavi sono famosi soprattutto per via della scoperta del famoso Antro della Sibilla. Presto ve ne parleremo, ma intanto… andiamo alla scoperta dei grandi miti del passato! Venite con noi?

Chi era la Sibilla Cumana?

Re, grandi eroi, o semplici e comuni uomini e donne di ogni dove si recavano dall’enigmatica Sibilla, a Cuma, per ottenere risposte a grandi e piccoli dilemmi, o semplicemente per conoscere il volere degli Dèi. La Sibilla era uno dei più temuti e rispettati oracoli del mondo antico, le sue profezie erano considerate verità assoluta. Sacerdotessa del dio solare Apollo e della dea lunare Ecate, la sua  figura è ancora oggi avvolta dal mistero.

Sappiamo che era fortemente legata al culto dei morti e del sottosuolo, motivo per cui la sua dimora, l’Antro della Sibilla, sorge in caverne e antri bui. In questi luoghi, in uno stato di trance o estasi mistica riceveva le visioni donatele dal dio. I tetri scenari sul cui sfondo si svolgeva il rito contribuivano a caricare la scena di teatralità e tensione, instillando nel cuore del richiedente un timore a dir poco reverenziale.

Molti riferimenti al mito della Sibilla Cumana si ritrovano dell’Eneide: la sacerdotessa poteva divinare in diversi modi. Il primo consisteva nel trascrivere  le profezie su foglie d’alloro, di vite o di palma, che mescolate dai venti della caverna (guidati dalla mano della divinità) fornivano l’auspicio. L’insieme di  queste profezie dava vita ai Libri Sibillini.

In altri casi, la Sibilla sedeva nelle vicinanze di una crepa da cui fuoriuscivano vapori tossici che le donavano visioni, tipici della zona vulcanica di Cuma, nei pressi dei Campi Flegrei. Una leggenda narra che la Sibilla Cumana, recatasi dal re Tarquinio il Superbo, gli offrì i nove libri Sibillini a un prezzo elevatissimo. Il giovane re rifiutò, così la sacerdotessa ne distrusse tre e li offrì nuovamente allo stesso prezzo. Il re stupito e innervosito rifiutò nuovamente e così la Sibilla ne distrusse altri tre, facendo nuovamente al re la stessa proposta. Il re, scosso dalla possibile perdita dei cimeli, li acquistò. Si narra che i tre libri furono conservati nel tempio di Giove, i cui resti sono ancora visibili presso gli Scavi Archeologici di Cuma.

Con il tempo, i santuari si diffusero in varie zone del mediterraneo, ma il più famoso restò sempre quello di Cuma, nelle vicinanze del lago d’Averno, dove la leggenda narra che si trovasse l’entrata dell’oltretomba.

 

Il mito della Sibilla

Il mito racconta della giovane Deifobe, fanciulla di infinita bellezza, con la dote di scrutare nel futuro e carpire i segreti del fato. Il dio Apollo colpito dalla sua bellezza e dalle sue capacità si innamorò di lei. Per conquistarla le promise di esaudire un desiderio in cambio della sua totale devozione, così la giovane si chinò davanti al dio e raccolse una grande manciata di sabbia: ella chiese di poter vivere tanti anni quanti erano i granelli di sabbia nelle sue mani. Il dio realizzò il suo desiderio. Purtoppo, però, la sacerdotessa aveva dimenticato di chiedere insieme all’immortalità l’eterna giovinezza, per cui continuò a invecchiare, diventando sempre più piccola e raggrinzita. Apollo, dunque, le offrì l’eterna giovinezza in cambio della sua verginità. Ella rifiutò e con il passare dei secoli divenne così piccola che fu messa in un contenitore e conservata a Cuma, nel tempio di Apollo. In seguito il suo corpo divenne polvere e della Sibilla Cumana rimase solo la voce riecheggiante nel profondo antro del tempio.

Si narra che chi sosti all’interno dell’Antro della Sibilla senta il flebile eco della sua voce che implora la morte.

Noi ci siamo stati, curiosi di sapere se lo abbiamo sentito?

Piero

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3 pensieri su “Tra mito e realtà: il mistero della Sibilla Cumana

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